Relazione finale del gruppo di lavoro formato dai docenti:

Daniela Arciuli, Alfio Fiorello, Daniele Giuliani, Flavia Ponti,

redatta a seguito della partecipazione al corso di formazione

per docenti di strumento,

sul tema:

 

Teatromusicale,

un’esperienza interdisciplinare

 

 

 

 

Milano, Giugno 2001

Premessa

Come citato dal D.M. del 6 agosto ‘99, che regolamenta l’entrata ad ordinamento dei corsi ad O.M., l’insegnamento dello strumento musicale costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento

dell’insegnamento dell’educazione musicale, nell’ambito della programmazione educativo-didattica dei Consigli di classe e del Collegio dei docenti.

Pertanto tale insegnamento concorre ad una consapevole appropriazione del linguaggio musicale da parte dell’alunno dai suoi aspetti teorico-pratici a quelli teorici, lessicali, storici, culturali.

E’ nostro intento, presentando il seguente progetto, dare possibilmente un contributo allo sviluppo di attività, quali la musica d’insieme e la rappresentazione teatrale peraltro già consolidate ed apprezzate all’interno del nostro Istituto.

In particolare questa relazione, vuole seguire alcuni aspetti della costruzione di un progetto riguardante il Teatromusicale nelle sue diverse fasi.

Autonomia Scolastica

A favorire la realizzazione di questa, come di altre attività, all’interno della Scuola, interviene la normativa sull’Autonomia scolastica, sinonimo di flessibilità nell’impiego dei docenti, nell’organizzazione oraria e del calendario scolastico ed in generale strumento di ottimizzazione delle risorse, di libertà progettuale, di autonomia didattica volta a favorire l’apprendimento da parte di tutti gli alunni, valorizzando le diversità e le eccellenze.

Fase progettuale

Il progetto è un processo che coinvolge saperi, competenze, abilità specifiche cercando di realizzare un certo grado di pluridisciplinarità. Nel progetto si focalizza un tema per arrivare alla realizzazione di un prodotto che deve essere necessariamente visibile e fruibile da altri.

Una volta individuato un tema come oggetto di approfondimento o di studio per la realizzazione del prodotto, di fondamentale importanza per la buona riuscita del progetto è il coinvolgimento del Consiglio di Classe all’interno del quale viene stipulato una sorta di contratto fra i docenti, stabilendo compiti e responsabilità, sulla base di una valutazione di risorse, vincoli e condizioni di fattibilità.

Ogni fase del lavoro prevede precise assunzioni di responsabilità, deve essere accuratamente programmata, specificando: risultati attesi, i tempi per raggiungerli, le attività, gli strumenti e le modalità di lavoro e di valutazione.

Interdisciplinarità

Come sopra accennato, alla base del momento progettuale vi è la collaborazione e la ricerca di convergenze tra il contributo specifico di ogni singola disciplina. Quindi un lavoro sul teatromusicale comporta un’integrazione di diverse competenze e sottintende una ricerca di materiali e una riflessione sui possibili riferimenti disciplinari al teatromusicale sui programmi ministeriali.

 

TEATROMUSICALE: RIFERIMENTI NELLE DIVERSE DISCIPLINE

 

Lavorare per il teatromusicale significa necessariamente integrare diverse competenze in prospettiva interdisciplinare ovvero:

 

Possibili riferimenti disciplinari al teatromusicale nei programmi ministeriali:

Educazione musicale

 

Indicazioni generali:

"L’educazione musicale mediante la pratica e la conoscenza della musica intesa come forma di linguaggio, contribuisce, al pari delle altre discipline, alla maturazione espressiva e comunicativa del preadolescente…"

 

Finalità:

"…L’educazione musicale permette di coltivare e valorizzare una dotazione linguistica universale costitutiva della personalità, educa all’uso di uno dei mezzi essenziali della comunicazione, quello sonoro, e alla comprensione partecipativa dei maggiori Patrimoni della civiltà, contribuisce al Gusto estetico…"

 

Sviluppo delle capacità e proposte di contenuti:

"L’insegnante potrà servirsi delle precedenti esperienze maturate dagli alunni nel loro ambiente, scolastico ed extrascolastico, per condurli a percepire ed apprezzare i valori espressivo linguistici della musica e delle sue funzioni nella realtà contemporanea…"

"…capacità di una corretta riproduzione del suono, soprattutto mediante la voce, di cui si curerà un’adeguata impostazione. Osservazione ed analisi dei fenomeni acustici della realtà quotidiana (suoni e ritmi dell’ambiente naturale e umano con riferimento anche all’aspetto fonico del linguaggio verbale)

 

Il senso del ritmo verrà non solo attraverso un tradizionale strumentario, ma anche attraversouna pratica fonogestuale individuale e collettiva (dai semplici movimenti ritmici della danza)…

Capacità di ricreare con la voce o con i mezzi a disposizione da solo, o con altri, i più elementari processi formativi del linguaggio musicale. In altri termini analogamente a quanto avviene per gli altri mezzi espressivi (figurativo, verbale, gestuale, ecc.), capacità di dar forma a semplici idee musicali che abbiano una loro logica (utilizzando elementi ritmici, melodici, timbrici, dinamici, ecc.) singolarmente o in combinazione."

Indirizzo musicale

 

Indicazioni generali:

L'insegnamento strumentale costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale nel più ampio quadro delle finalità della scuola media e del progetto complessivo di formazione della persona.

Esso concorre, pertanto, alla più consapevole appropriazione del linguaggio musicale, di cui fornisce all'alunno preadolescente una piena conoscenza, integrando i suoi aspetti tecnico-pratici con quelli teorici, lessicali, storici e culturali che insieme costituiscono la complessiva valenza dell'educazione musicale; orienta quindi le finalità di quest'ultima anche in funzione di un più adeguato apporto alle specifiche finalità dell'insegnamento strumentale stesso.

La musica e la sua evoluzione linguistica hanno avuto, e continuano ad avere, nel loro divenire, frequenti momenti di incontro con le discipline letterarie, scientifiche e storiche. L'indirizzo musicale richiede quindi che l'ambito in cui si realizza offra un'adeguata condizione metodologica di interdisciplinarità: l'educazione musicale e la pratica strumentale vengono così posti in costante rapporto con l'insieme dei campi del sapere.

 

Sviluppare l'insegnamento musicale significa fornire agli alunni, destinati a crescere in un mondo fortemente segnato dalla presenza della musica come veicolo di comunicazione, spesso soltanto subita, una maggiore capacità di lettura attiva e critica del reale, una ulteriore possibilità di conoscenza, espressione e coscienza, razionale ed emotiva, di sé.

Adeguata attenzione viene riservata a quegli aspetti del far musica, come la pratica corale e strumentale di insieme, che pongono il preadolescente in relazione consapevole e fattiva con altri soggetti.

L'autonomia scolastica potrà garantire ulteriori possibilità di approfondimento e sviluppo anche nella prospettiva di rendere l'esperienza musicale funzionale o propedeutica alla prosecuzione degli studi, nonché alla diffusione della cultura musicale nel territorio, in modo da rafforzare il ruolo della scuola come luogo di aggregazione e diffusione di saperi e competenze.

Educazione fisica

Indicazioni generali:

"…Gli aspetti concorrenti dell’insegnamento dell’educazione fisica sono:

la coscienza della corporeità anche come mezzo espressivo pur nell’unità fondamentale della persona umana; l’ordinato sviluppo psico-motorio nel quadro del pieno sviluppo della personalità; la valorizzazione di un ambito privilegiato per lo svolgimento di esperienze formative di vita di gruppo e di partecipazione sociale utilizzato nella scuola, accanto ai linguaggi verbali, visuali e musicali, per consentire all’alunno l’esplorazione e la valorizzazione di tutti i mezzi d’espressione e di interrelazione

 

Il coordinamento dell’azione didattica del docente di educazione fisica con quella degli altri insegnanti favorirà, inoltre, nell’alunno, l’interiorizzazione di una cultura interdisciplinare…"

Obiettivi e indicazioni programmatiche:

"…l’apprezzamento delle distanze…delle traiettorie…la percezione temporale (es. movimenti a ritmo e riproduzione del ritmo, movimenti correlativi ai tempi di spostamento di un compagno o del pallone);

la rappresentazione mentale di azioni dinamiche"

 

"…Il movimento è uno dei linguaggi attraverso il quale l’uomo esprime il suo mondo interiore ed entra in rapporto con gli altri. Tale linguaggio deve pur essere utilizzato nella scuola, accanto ai linguaggi verbali, visuali e musicali, per consentire all’alunno l’esplorazione e la valorizzazione di tutti i mezzi d’espressione e di interrelazione. In questo senso saranno perseguiti tutti i tentativi validi allo scopo di far rappresentare, attraverso la ricerca di movimenti naturali, sensazioni, sentimenti, immagini, idee sia a livello individuale, sia a livelo di gruppo…"

Educazione artistica

 

Indicazioni generali: "L'educazione artistica, nelle sue varie articolazioni, mira alla maturazione delle capacità di esprimersi e di comunicare mediante linguaggi propri della figurazione e di comprendere e di produrre messaggi visuali. Tali capacità vanno esercitate tenendo conto delle varietà di questi linguaggi legati alle tecniche espressive usate e a fattori storici, geografici, ambientali, settoriali.

Compito fondamentale dell'educazione artistica è pertanto quello di promuovere e sviluppare le potenzialità estetiche del preadolescente, attraverso esperienze sia di carattere espressivo-creativo sia di carattere fruitivo-critico…"
Obiettivi:

"…Acquisire l’esperienza del mondo e di sé;

Sviluppare modalità generali del pensiero quali, ad esempio, analisi, sintesi, coordinamento logico, pensiero creativo ecc.:

Acquisire una sempre più penetrante capacità di introspezione nella sfera emotiva e dei sentimenti…

Acquisire la conoscenza, attraverso sistematici momenti di riflessione, delle strutture del linguaggio visuale: linea colore, luce, e composizione (peso, equilibrio, andamenti, ritmi, simmetria, asimmetria, configurazione spaziale, dinamismo e stasi)...

Acquisire una metodologia operativa, tenendo presente le varie tecniche , grafiche, pittoriche, plastiche, fotografiche, costruttive di animazione, ecc. utilizzabili ciascuna con peculiari caratteristiche, modalità d'uso, possibilità espressive."

Indicazioni Metodologiche:

…L’insegnante nel quadro della programmazione interdisciplinare dovrà opportunamente sollecitare gli interessi e le attività degli alunni con una funzione di stimolo, di coordinamento, di sostegno…saranno, a tal fine, strumenti utili anche i sussidi audiovisivi…"

Educazione tecnica

 

Fondamenti culturali della disciplina:

"…la tecnica è da intendersi come l’insieme dei metodi e dei mezzi utilizzati in qualsiasi processo produttivo: in essa concorrono le capacità e gli strumenti del lavoro umano…"

Obiettivi:

"…Essa concorre con le altre discipline ed attività alla educazione integrale del preadolescente…considerando ogni fatto tecnico ed ogni processo produttivo non isolato ma in relazione con altri fatti e processi, con l’uomo che se ne serve e con l’ambiente cui è destinato…"

…capacità di formulare ipotesi, rilevare dati, valutare risultati, confrontare fenomeni riconducibili ad uno stesso modello,…"

Indicazioni programmatiche:

"…i metodi, gli strumenti, iprocedimenti, i principi scientifici relativi ad alcune tecniche e tecnologie…Si possono tenere presenti a titolo d’esempio: impianti elettrici, elettronici e sistemi logici;

strutture resistenti e costruzioni; -arti grafiche, tessili, ceramiche, cinematografiche;

-mezzi di comunicazione di massa e informazione;

-elaborazione delle informazioni (con semplici dispositivi automatici e semiautomatici)…

Ogni esperienza propone all'allievo una situazione problematica e operativa ben identificata, in genere di tipo sperimentale, ove occorra di laboratorio.

Dal fare problematicamente proposte si passa , così, dal sapere, si giunge al lavoro e alla tecnica intesi e attuati come momento di espressione e di cultura…"

 

 

Italiano

Obiettivi:

"il linguaggio esprime e comunica la realtà interiore e l’esperienza dell’uomo… …L’acquisizione di una sempre più sicura padronanza del linguaggio in tutte le sue funzioni…

…promuovere nell’alunno la capacità di esprimere una più ricca realtà interiore ossia il suo pensiero, i suoi sentimenti, come segno di una crescente presa di coscienza di sé, degli altri, del mondo.

Indicazioni Metodologiche:

Perciò nel lavoro didattico si darà ampio spazio in modo vario ad attività che sollecitino l’iniziativa dell’alunno e favoriscano il rafforzarsi delle sue capacità mentali, il suo progressivo contatto con la realtà nonché la conseguente analisi della esperienza, dei pensieri e sentimenti personali da esse suscitati…

educare all'espressione e alla comunicazione verbale, promuovendo e sviluppando le capacità potenziali dell'alunno attraverso attività sia espressivo-creative sia fruitivo-critiche

…non si trascureranno le varietà tipiche, ad esempio della lingua colloquiale e familiare, della lingua più formale e colta, perché l'alunno ne sappia cogliere le caratteristiche espressive alla fine di utilizzare l'una e l'altra varietà linguistica a seconda della situazione. Analogamente si andranno individuando i vari linguaggi più specifici e settoriali: burocratico, scientifico, politico, pubblicitario, tecnologico, ecc.

Tutti i linguaggi propri dell’uomo – verbali e non verbali – devono integrarsi nel processo educativo anche se ognuno di essi è più specifico oggetto di insegnamento di singole discipline…

Come ipotesi di progetto concreto, abbiamo pensato di lavorare sulle origini della drammatizzazione che prevede anche l’utilizzo dell’aspetto musicale: la Tragedia Greca. In particolare, il mito di Orfeo, ci è parsa la scelta più adeguata per rappresentare al meglio le origini del Teatro Musicale.

Nella figura di Orfeo ritroviamo, infatti, colui che crea un ponte fatto di suoni e parole, mettendo in comunicazione il noto con l’ignoto.

Senza quel ponte, la vita si spegne e le forze oscure riprendono il sopravvento. Solo al canto disperato di Orfeo e al suono della sua lira, Euridice torna a vivere, tutto diventa armonia ed ha la sua ragione d’essere.

 

 

Cosa racconta il mito di Orfeo

 

E’ uno dei miti più profondi e poetici dell’anima greca e verte su tre temi fondamentali:

amore

morte

arte come potenza, vita.

Orfeo fu probabilmente una persona reale, un cantore e poeta importante, sulla cui esistenza è poi nato il mito.

Il suo cantare era tanto potente che dominava tutta la natura; quando cantava, accompagnandosi con la lira, gli uccelli gli svolazzavano intorno e i pesci abbandonavano le acque per schizzare ai suoi piedi. Il vento e il mare si arrestavano e i fiumi invertivano il loro corso per raggiungerlo; cessavano la neve e la grandine e gli alberi e le pietre andavano dietro ad Orfeo; la tigre e il leone stavano accucciati vicino a lui insieme alla pecora e il lupo stava insieme al cervo e al capriolo.

Aveva sposato la bella ninfa Euridice e viveva con lei nella ridente Tracia. Ma un giorno un pastore, Aristeo, insegue la ninfa nel bosco perché invaghito di lei. La giovane donna, nel fuggire, mette il piede su un serpe velenoso nascosto nell’erba. Un grido e la bella Euridice muore tra le braccia dello sposo disperato.

Allora dal cuore e dalla lira del poeta nasce il suo canto più bello e angosciato, tanto che la natura è turbata, le bestie e persino i sassi si commuovono e accompagnano con gemiti i lamenti del poeta.

Un giorno, sempre più disperato, Orfeo decide di scendere nel regno dei morti per chiedere al dio Plutone che gli venga restituita la sposa.

Mute e incantate le ombre dei morti assistono al passaggio del giovane che avanza in luoghi mai toccati dai vivi. Persino Cerbero e le Furie smettono di suppliziare i morti, puniti per le loro colpe, e ascoltano il canto di Orfeo. E questo canto pieno di amore riesce a commuovere finalmente Plutone il quale concede che Euridice torni verso la luce e il sole, verso la vita, seguendo i passi del marito. Ma ad una condizione. Che Orfeo non si volti mai indietro finché non sia raggiunta la porta che va verso la vita. Comincia il cammino dei due innamorati verso la luce, ma ad un tratto Orfeo, non sentendo dietro di sé i passi della moglie, teme che ella non ci sia e, non resistendo al dubbio, si volta indietro. A quel punto Euridice sparisce per sempre e torna nell’oltretomba.

Orfeo, impazzito per il dolore, passò il resto della sua vita a vagare per selve e boschi, cantando il suo amore perduto con canti mesti e disperati, fino a che un giorno il suo corpo fu trovato dilaniato dalle Baccanti (= donne di Tracia seguaci del dio Dioniso o Bacco) che, in una notte d’orgia, si vendicarono così del poeta cui il dio Dioniso era nemico per una rivalità di vecchia data.

 

REALIZZAZIONE DEL PROGETTO TEATRALE: ORFEO

Il forte simbolismo cui sono soggette le caratteristiche e le vicende del mito di Orfeo ne hanno fatto, nel corso dei secoli, uno dei materiali mitologici più attivi e vivaci: nel Rinascimento, esercitò la sua influenza soprattutto in rapporto alla lotta contro la morte; in epoca Romantica, invece, prevalsero sulla figura individuale di Orfeo, la storia del suo amore per Euridice e il valore di forza morale attribuito alla poesia.

I musicisti che subirono il fascino della figura di Orfeo furono numerosi: Monteverdi, Gluck, Offenbach tanto per citarne qualcuno; pertanto si potrà fare riferimento alle loro opere per l’eventuale rielaborazione del materiale sonoro, che costituirà la base o l’accompagnamento musicale di questa rappresentazione.

E’ ipotizzabile la partecipazione di un corso ad orientamento musicale affidando alla classe I la recitazione e alle classi II e III gli interventi musicali e la preparazione dell’allestimento scenografico.

Gli alunni dovranno approfondire con l’insegnante di Lettere vari aspetti della civiltà greca, attraverso materiali quali testo antologico di narrativa, audiovisivi, cd-rom, ecc., al fine essere introdotti nel mondo culturale e psicologico degli antichi greci e quindi arrivare ad una migliore comprensione del teatro greco, manifestatosi attraverso la forma della Tragedia, intesa come rappresentazione drammatica espressa attraverso l’uso di elementi diversi: parola, musica, danza, maschera. La stessa insegnante si incaricherà di verificare le potenzialità dei ragazzi, sia in ordine alle capacità di elaborare testi con dialoghi, trama, personaggi ecc., che in ordine alle capacità espressive e comunicative.

L’insegnante di Educazione Artistica guiderà gli alunni alla preparazione di scene, costumi e maschere, utilizzando la documentazione raccolta e selezionata delle immagini relative al Teatro Greco.

L’insegnante di Educazione Tecnica provvederà, con gli alunni, all’allestimento degli effetti luce, per valorizzare meglio le varie scene dello spettacolo.

L’insegnante di Educazione Musicale, approfondirà i caratteri della musica Greca, attraverso lo studio degli strumenti usati, l’ascolto di brani dell’antichità e guiderà gli alunni alla composizione, sul pentagramma, di facili melodie di carattere greco. A completamento di queste attività si potrà prevedere anche l’organizzazione di un coro, parte integrante di questa proposta, per i suoi caratteri specifici: partecipazione attiva all’azione, gestualità e mimica, musicalità.

Nel corso della drammatizzazione, sarà possibile prevedere l’inserimento di una danza di ispirazione greca che potrebbe essere curata dall’insegnante di Educazione Fisica.

 

 

 

 

 

Motivazioni

Un’ultima considerazione va fatta sul perché attuare un progetto di questo tipo. Quali sono le competenze e le abilità che vengono acquisite dagli alunni? E quali aspetti del lavoro degli insegnanti vengono valorizzati?

La drammatizzazione si rivela estremamente utile perché:

     

  1. offre la possibilità di lavorare in modo effettivamente interdisciplinare e, coinvolgendo più materie, meglio chiarisce il processo culturale umano;

     

     

  2. stimola la fantasia dell’alunno che si trova a dover inventare situazioni, parole, suoni e rumori, ambientazioni, ecc.;

     

     

  3. rappresenta un’attività fortemente motivante, poiché tutti partecipano alla stessa costruzione, allo stesso progetto;

     

     

  4. permette di inserire nel gruppo di lavoro anche gli alunni portatori di handicap.

     

Per gli alunni favorisce:

Per gli insegnanti favorisce: